Piacere, sono Arquata del Tronto

Introduzione

Piacere, sono Arquata del Tronto.

Vi sto parlando con un filo di voce, mi hanno fatta a pezzi e ferita.

Sono molto debole, sento il futuro incerto, la paura mi paralizza, i sentimenti che provo sono indescrivibili.

Mi guardo e non mi riconosco. Ogni mattina mi alzavo presto, facevo passi, sentivo voci intorno a me. Adesso c’è solo un silenzio fortissimo, di quelli che preferiresti colmare con le risate dei bambini, quelle leggere, spontanee, sincere.

Sono diventata orfana, non ho più intorno a me le persone che mi amavano. Alcune sono in cielo, altre lontane chilometri.

Un essere malvagio ha sfregiato il mio volto, non riesco più a stare in piedi, in pochi attimi pezzi di me sono crollati a terra.

Le case, le chiese, le piazze, tutto intorno a me è stato fagocitato da polvere e paure.

Ero una collana elegante, di quelle fatte di perle luminose, sono cadute tutte come birilli.

Ogni perla era una comunità.

Ogni comunità possedeva il suo dialetto, le sue tradizioni e suoi punti di ritrovo.

Tutta la loro poetica normalità ora è persa senza di me.

Nessuno sa più come riconoscersi, non trova più la sua identità.

Mi sento sradicata nell’anima.

Ritorno con il pensiero a quella notte e tutto si fa tetro e buio.

Vorrei fuggire via ma come si riesce a scappare dalla distruzione totale, dalla paura della mia gente, dalla voglia di rinascere come piccoli germogli, innaffiati da gocce di stelle e di profumi?

In quella notte, qualcosa si è spezzato per sempre.

La ribellione della natura ha negato ad anime innocenti di sorridere ancora, di provare emozioni, di tenere fra le mani un libro, di guardare le stelle e esprimere un desiderio, di litigare con qualcuno.

Io, Arquata, cullavo e innamoravo tutte quelle anime.

Le anime che sono diventate angeli e stelle sono quelle più luminose, che conservo gelosamente nel cuore.

Le altre, le attendo qui.

Mi scrollerò di dosso la polvere, le crepe, le macerie e i ricordi spezzati, le lacrime e le paure incontrollabili.

Io, Arquata, sono stata distrutta da un terremoto violento, ma voglio rinascere per diventare la ninna nanna preferita di chi mi ama e mi amava.

 

 

Lacrime pungenti

sgorgano amare e impaurite

sbattono le pareti

impazzite e crudeli

 

la nostra casa diventata neve

dissolta e muta

si accasciano insieme

libri, sedie e pezzi di muri

 

 

polvere che ferisce gli occhi

e annebbia l’anima

distruzione di sacrifici

di certezze e di sogni

 

 

un gioco duro

tra noi e la natura che si ribella

sfida e annulla ogni sussulto

uno spazio indefinito

di macerie e di singhiozzi

 

 

spezzami a metà,

non mi pieghi

la forza della montagna

è quella stessa mia

 

 

la Terra ha tremato

come un sibilo tumultuoso

grida di bambini, anime innocenti,

spezzavano cuori e silenzi di pietra.

 

Sconvolta e spinta da una forza mostruosa,

la terra dondola le case.

Persone come rami,

attaccati all’albero che li ha cullati, cresciuti, vissuti.

 

Sboccia la primavera,

con essa la voglia di tornare alla vita.

Ascolta il lento, silenzioso risveglio

dello scorrere immutato dell’Universo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

6 pensieri su “Piacere, sono Arquata del Tronto

  1. Rita Orsini

    Vale, hai messo nero su bianco quei sentimenti che sono anche i miei e che io non sono mai riuscita e che mai riusciró ad esternare così “meravigliosamente”bene.
    Grazie🌺 Rita

    Mi piace

  2. Emanuela Cossetti

    Ciao, non ci conosciamo, credo…Hai scritto delle parole bellissime e in un modo veramente toccante e originalissimo, grazie….Perchè le parole, le immagini che hai creato con esse, sono anch’esse ricostruzione e non è detto che, in questo disastro soprattutto politico, non sia necessario ripartire proprio da qui, perchè finchè è viva dentro di noi, è comunque viva….Grazie è importante non perdere anche la memoria….Emanuela

    Mi piace

  3. Rita

    Sono Rita e sono Umbra. Sono passata da te e con rispettoso silenzio ho visto le ferite e le tue macerie. Come la Regione Umbria con Norcia e Castelluccio … come ad Amatrice. .. il cuore centrale della bella Italia è stato ferito e messo a dura prova. Ma come l’Umbria non molla e sta rifiorendo dal terremoto sono certa che anche la terra marchigiana seguirà gli stessi passi. Siamo gente forte e nelle prove viene fuori la gente brava che vuole aiutare e non abbandona. Arquata non mollare mai io ti sono vicina con il cuore e la mente.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...